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GROTTERIA IL VOLUME SUL SETTECENTO NEI COMUNI DELLA VALLATA DEL TORBIDO PRESENTATO ALLA CITTADELLA DI GERACE

By 13/01/2023Cultura2 min read
GROTTERIA IL VOLUME SUL SETTECENTO NEI COMUNI DELLA VALLATA DEL TORBIDO PRESENTATO ALLA CITTADELLA DI GERACE - Incipit - sistema comunicazione

Sarà presentato alle 16,00 di sabato 14 gennaio, presso la Cittadella Vescovile di Gerace nella Sala dell’Arazzo, il volume di Giovanni Pittari che conclude un ciclo di opere aventi per tema lo studio del Settecentonei comuni della Vallata del Torbido attraverso i catasti onciari; un obiettivo ambizioso a prima vista e di difficile attuazione, ma portato a termine con capacità critica e ampiezze di vedute in tempi più che ragionevoli e che ha visto impegnate più figure professionali in questi lavori.

Prima delle relazioni sul contenuto del volume ci saranno i saluti di sua eccellenza il Vescovo di Locri-Gerace Francesco Oliva, del Consigliere Metropolitano e vice-sindaco della cittadina di Gerace Rudi Lizzi e del Sindaco del Comune di Grotteria Giuseppe Raco. L’evento culturale sarà presieduto da Giuseppe Caridi, Presidente Deputazione di Storia Patria per la Calabria. A relazionare sui contenuti del volume, l’introduzione dello storico Vincenzo Cataldo dottore di ricerca dell’Università di Messina e Direttore della Collana Per Tabulas. Ad entrare nei meandri del percorso costruito nell’esame e comprensione dei mutamenti sociali, politici, culturali e religiosi di questo periodo Domenico Lupis dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano. Alla presentazione sarà presente l’autore.

Nel volume, per la prima volta in Calabria, è preso in esame un territorio omogeneo, abbastanza vasto, che comprende Gioiosa Jonica, Grotteria, Mammola, Marina di Gioiosa Ionica, Martone e S. Giovanni di Gerace, con una popolazione di 22.000 abitanti circa.

“Del resto, in questi ultimi tempi, – ci dice l’autore – vi è un rinnovato interesse per lo studio dei catasti onciari nel variegato panorama della storiografia settecentesca della nostra regione, per comprendere e meglio contestualizzare quel processo di costruzione di uno stato moderno.

Sulla scorta di argomentazioni rigorose, supportati da una adeguata documentazione archivistica, si è focalizzato il Settecento nella Vallata del Torbido – un periodo controverso e poco indagato dagli storici – con l’intento di spianare la via per ulteriori investigazioni; consci che si tratta di un territorio dalle mille sfaccettature e che ogni pietra, anche la più piccola, ha qualcosa da raccontarci. Abbiamo utilizzato sostanzialmente un ‘atteggiamento aperto’, di ricerca, di osservazione e non rigidamente vincolato ad acquisizioni definitive. Così emerge – conclude Giovanni Pittari – il carattere limitato e parziale di ogni prospettiva storica che non può mai essere codificata una sola volta per tutte. Non esiste e non potrà mai esistere una storia in senso univoco e ufficiale e quella che si presenta sotto questa veste non è altro che uno dei tanti modi di ricostruire il passato”. 

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