Con questa frase Simona Coluccio iniziava la sua crociata per i diritti della figlia, una fantastica creatura nata e cresciuta nella Locride, che come ogni bambina non ha dubbi sul prossimo e vede il mondo attraverso i gesti e gli occhi dei genitori. Simona ci precisa: “La mia piccola necessitava di questo elettroencefalogramma per modificare alcuni farmaci, visto che da qualche settimana le sue condizioni si sono aggravate. Maria Pia ha difficolta sotto molti aspetti, per cui ha necessità di supporto costante ed io mi dedico con solerzia e senso di dovere per lei e le sue esigenze”, dinamica per la quale la madre si è sempre dedicata con sacrificio e abnegazione.
Ecco che la forza di una madre soccorre l’animo di una donna quando le difficoltà sono di ostacolo alla salute di una figlia, e con determinazione decide di spiegare le sue ragioni in cerca di comprensione, dichiarando: “Siamo delusi e amareggiati, non si può giocare con la salute di un’anima innocente come Pia.” con poche parole e qualche foto, che fanno il giro dei giornali, tramuta la storia di Pia in una catena sociale e solidale, dove l’indignazione di una diviene così la crociata di molti, ribattendo anche: ”Chiediamo giustizia … perché un fatto del genere non riguarda solo Maria Pia ma tutti noi!”, parole come pietre che stringono all’angolo le istituzioni, costringendole a ripristinare la prestazione negata, per poi chiudersi nel silenzio di chi non può difendersi da accuse tanto evidenti quanto declassanti, anche in considerazione della semplicità dell’esame in questione.

Ma ogni tanto una storia termina con un lieto fine, e quando succede ci pervade quel senso di giustizia a cui siamo sempre meno abituati, non dimentichiamo questa sensazione perché in essa risiede la forza di far sentire le proprie ragioni. E dalle parole di Simona: “Bene … oggi è una bella giornata” intuiamo sin da subito l’esito della vicenda.
Oggi vince Maria Pia, una guerriera che si è appoggiata alle spalle forti della mamma Simona, che grazie all’Associazione “Commatre” della quale è presidentessa, continuerà assieme agli altri associati la sua lotta in difesa della dignità del malato, anche per coloro che non hanno una madre così decisa … un’opera che trascende dal puro interesse personale e che è diventato nel tempo perentorio diritto alla salute, un faro acceso nel crepuscolo di una sanità che troppo spesso vacilla e tende a dimenticare la propria missione.

Oggi, però, la vittoria è anche delle istituzioni, perché il compito di chi governa e di chi protegge i cittadini, è anche quello di ascoltare e di mobilitarsi in base alle necessità, e per questa piccola folla in marcia spinta dalla voce melodica di una madre che parla della propria figlia, ha scosso gli animi e fatto tremare tutti … ma non solo per sé o per Maria Pia, ma per chiunque un domani ne abbia necessità.
… Oggi è davvero una bella giornata, e speriamo che tutto questo possa portare altri ad esclamare la stessa frase.

Maria Grazia Carnà è nata a Catanzaro e vive a Camini, un piccolo borgo in provincia di Reggio Calabria, dopo gli studi superiori presso l’Istituto Maria Ausiliatrice di Soverato perfeziona la sua istruzione presso la facoltà di Farmacia di Pisa.
Lavora nel settore per cui ha studiato fin da subito, alternando i suoi impegni con volontariato e alcune passioni irrinunciabili.
Scrive per la testata online Incipit Sistema Comunicazione con il ruolo di capo redattrice senza mai specializzarsi su un tema preciso, ma cercando temi di interesse sociale e culturale. Nel 2023 pubblica il suo primo romanzo dal titolo “Blu ionico”, con il quale si aggiudica vari riconoscimenti, tra i quali il Premio Internazionale Panorama Golden Book Award 2024, e il Concorso Biennale Internazionale “Percorsi letterari dal Golfo dei Poeti Shelley e Byron”, grazie al quale è stato segnalato alla Fiera del Libro di Francoforte 2024. Le viene assegnata il Premio Reggio Calabria Day 2025 alla letteratura come riconoscimento del suo impegno artistico nella scrittura.
