Ricorre oggi, 6 Luglio, la giornata internazionale dedicata al bacio, ma non per questo relegabile alla brevità di un solo giorno, perché baciare è espressione di molte sfaccettature dell’umana esistenza per quanto alle volte si annulla nell’utilizzo ordinario, che ne è simulacro esempio. Da sempre e per tutti è simbolo imperante dei suoi variopinti significati, che innamorano nel connettere la realtà alle illusioni, e alle volte delude per non essere così meraviglioso come nei sogni, ma definirlo un atto lo dimensiona a semplice azione, e il bacio non è solo un movimento che termina quando il respiro necessita ricarica, ma è per molti un luogo in cui si condensa l’intimità, miscelandosi alla bellezza e alla poesia intrinseca delle relazioni, un posto sereno a cui accedere pochi secondi per volta che si apre delicato e nel chiudersi mostra solo per pochi istanti il suo infinito paesaggio senza ostacoli, pulito dai pensieri e mai sopraffatto dalle inutilità umane.
Quando l’amore non ha più le parole per descrivere e il semplice respirare diviene inutile, il bacio è l’unico gesto che soffoca le passioni, le ovatta e le esterna in un gesto a due che consolida un accordo emozionale, ci stupisce ogni volta perché solo in quel momento, e forse in nessun altro, esprimiamo la stessa volontà di chi abbiamo tra le braccia, unendo e fortificando due anime fino a quel bacio più bello, che per gli innamorati è sempre il prossimo.
Per chi vuole confondersi con le regole della disillusione, potrà rintanarsi nelle scienze che tutto spiegano e quasi nulla provano … ossitocina, endorfine e dopamina, rappresentano il credo di coloro che un bacio non l’hanno mai dato, ma forse l’hanno ricevuto, e dove alcuni vogliono spiegare ogni passaggio, altri si fermano volontari innanzi a un’ ignoranza concordata per non trascendere il mistero, l’ accettano come unica verità, e con le spiegazioni in punta di bocca tralasciano la logica per trasportarsi nelle fiabe fanciullesche, in cui i gesti hanno un significato solo, quando il cuore si libera della mente e due volti si coprono di un cielo limpido dai dubbi, mentre le bocche pungono come api e le rose sbocciano sulle guance roventi, trascurando tutto fino a cancellare persino la pioggia sulla pelle.
Nei suoi molteplici utilizzi conquistiamo l’armonia delle relazioni e delineiamo i rapporti … sulla guancia per chi si avvicina per un saluto e spalanca le porte alla fratellanza, per alcuni assume riverenza se dato sulle mani, per altri accarezza la fronte per un dolce sonno, se stampato rapidamente consolidiamo in un rito una tenera abitudine, quando accarezza il collo evochiamo e concediamo il nostro io più romantico, se espresso delicato ad occhi dolcemente socchiusi mostra una madre guardare il figlio addormentato, e quando numerosi riempiono il volto in direzioni casuali suggella quel qualcosa che vive tra la tenerezza e la passionalità … ecco che baciamo per amore e lo facciamo per tradire, lo usiamo per possesso e poi lo dimentichiamo nel possedere … è un semplice gesto d’affetto che esprime una pletora di valenze, in cui gli usi stravaganti trascendono dal solo sentimento, potendo anche stipulare accordi e sigillare relazioni, legare rapporti tra uomini, o chiudere contratti di potere come tra uomini di “poco” onore.
Questa umida e tiepida esternazione dell’anima, capace di sciogliere il ghiaccio di chiunque col calore che dirada le nubi dei pensieri quotidiani, può accarezzare i sogni che riportano i bambini che abbiamo lasciato crescendo, lontani nella memoria confusa negli anni, per non abbandonare mai l’idea di ciò che siamo stati e ci ha costruiti sino ad oggi.

Maria Grazia Carnà è nata a Catanzaro e vive a Camini, un piccolo borgo in provincia di Reggio Calabria, dopo gli studi superiori presso l’Istituto Maria Ausiliatrice di Soverato perfeziona la sua istruzione presso la facoltà di Farmacia di Pisa.
Lavora nel settore per cui ha studiato fin da subito, alternando i suoi impegni con volontariato e alcune passioni irrinunciabili.
Scrive per la testata online Incipit Sistema Comunicazione con il ruolo di capo redattrice senza mai specializzarsi su un tema preciso, ma cercando temi di interesse sociale e culturale. Nel 2023 pubblica il suo primo romanzo dal titolo “Blu ionico”, con il quale si aggiudica vari riconoscimenti, tra i quali il Premio Internazionale Panorama Golden Book Award 2024, e il Concorso Biennale Internazionale “Percorsi letterari dal Golfo dei Poeti Shelley e Byron”, grazie al quale è stato segnalato alla Fiera del Libro di Francoforte 2024. Le viene assegnata il Premio Reggio Calabria Day 2025 alla letteratura come riconoscimento del suo impegno artistico nella scrittura.
