ATTUALITA’ – SOLSTIZIO D’ESTATE TRA USI E COSTUMI

Ventuno Giugno. Il giorno più lungo dell’anno. Oggi, 21 giugno, è il solstizio d’estate, che segna ufficialmente l’inizio dell’estate. Questo giorno è legato a tradizioni e credenze popolari tra mito e realtà, è un’occasione per chi può, rigenerarsi all’aria aperta In astronomia, si tratta del momento in cui la Terra raggiunge la massima inclinazione rispetto al Sole (l’angolo massimo tra l’asse di rotazione e il piano orbitale), ottenendo così più ore di luce. Quando si parla di solstizio, la scienza non è però l’unica cosa che conta: il fascino che esercita da sempre sull’uomo ha infatti dato vita a miti e culti antichissimi, che in alcuni casi sono sopravvissuti fino ai giorni nostri. Quest’anno il fenomeno si verificherà esattamente alle 11.13 (ora italiana). In quell’istante, come in una sorta di Capodanno, finirà il conto alla rovescia per l’arrivo dell’estate. Il termine deriva dal latino “sol”, “sole”, e il verbo “stare”, un nome legato all’idea che le ore del giorno, per l’appunto, si fermassero. In antichità, questo fenomeno era legato a miti e festeggiamenti di vario tipo, legati alle divinità del sole (Apollo per i Greci e i Romani). Ma in calendari solari in grado di “segnare” il momento del solstizio hanno origine ancora più antica. Basti pensare a Stonehenge nel Regno Uni Il mistero di Stonehenge

Parlare di solstizio significa necessariamente parlare di Stonehenge, l’arcinoto complesso neolitico che si trova nel Wiltshire, in Gran Bretagna. Sulla struttura aleggiano ancora oggi dubbi e misteri, sebbene gli esperti siano ormai concordi nel ritenere che il circolo di grosse rocce, conosciute come megaliti, fosse in origine un osservatorio astronomico. A riprova di ciò ci sarebbe il fatto che l’asse di Stonehenge è in linea con la posizione del Sole durante il solstizio d’estate, cosa che permette al fascio di luce di attraversare il portale di pietra e posarsi sull’altare al centro del sito. In epoca moderna Stonehenge è poi diventato una rinomata meta di pellegrinaggio per i seguaci del celtismo e di altre religioni neopagane, che in occasione dei solstizi si radunano per rievocare rituali primitivi, in un’atmosfera da sapore festoso e un po’ hippie.

Pubblicità

Per le civiltà del passato il solstizio d’estate rappresentava un momento carico di significati spirituali. Il motivo è presto spiegato: l’abbondanza di luce veniva interpretata come un dono celeste, da ricambiare con la giusta devozione. Gli antichi Greci e le popolazioni precolombiane celebravano questa ricorrenza con dei riti legati al culto del Sole e della rinascita. I Romani dedicavano entrambi i solstizi a Giano, una delle divinità più importanti del loro pantheon, ritenuto il custode degli inizi e di ogni forma di passaggio (quindi anche la transizione da un ciclo naturale a un altro). I Celti avevano l’abitudine di accendere un falò il primo giorno d’estate, con la convinzione che questo gesto trasmettesse forza al Sole. Nella Cina antica il solstizio d’estate era invece l’occasione per omaggiare lo Yang, l’energia positiva che secondo la tradizione raggiunge il proprio picco durante la stagione estiva. Nel corso dei secoli, il cristianesimo ha assorbito molti riti legati al solstizio, arricchendoli di nuovi significati. Famosa è ad esempio la festa di San Giovanni (24 giugno), una solennità religiosa diffusa soprattutto in Italia e Spagna, che prevede l’accensione di grandi falò notturni, sulla scia degli antichi culti solstiziali in onore di fuoco e luce. Sempre a San Giovanni, in Lettonia si celebra la festa nazionale nota con il nome di Jani, caratterizzata da fuochi all’aperto, danze e bagni nei laghi. In Finlandia, il solstizio (detto Juhannus) è considerato un momento propizio per trovare l’anima gemella, tanto che varie coppie scelgono questa data per sposarsi, con annessi riti rievocativi, tra cui falò e saune di mezzanotte.

#incipitsistemacomunicazione